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Bleeding Edge: Recensione

Scritto da in data 13 Aprile 2020 0 133 Views

Disponibile dallo scorso 24 marzo per PC e Xbox One e incluso dal dayone sul Game Pass su entrambe le piattaforme, Bleeding Edge è un Hero Brawler sviluppato da un piccolo team interno di Ninja Theory, creatori di Hellblade: Senua’s Sacrifice e al lavoro attualmente sul sequel di quest’ultimo e sul misterioso Project Mara.

Botte futuristiche

Bleeding Edge è un titolo online-only dove due squadre composte da 4 giocatori ciascuna si affrontano in combattimenti in terza persona di natura piuttosto tattica cercando di portarsi a casa la vittoria. Detta così può sembrare un po’ banale ma effettivamente l’essenza del titolo è questa: 8 giocatori su una mappa di medie dimensioni che si affrontano per conquistare degli obiettivi e portare a casa più punti possibili per aggiudicarsi la vittoria.

Qui ovviamente entra in campo la parte più tecnica e tattica del gioco. Gli 11 personaggi selezionabili sono divisi in 3 macro categorie: Assalto, Supporto e Tank: gli assaltatori, 5 in totale, sono personaggi principalmente dediti all’attacco con delle eccezioni (Maeve e Gizmo per esempio non sono puramente assaltatori diretti, ma è preferibile sfruttare le loro abilità a distanza mentre Daemon, Nidhoggr e Cass risultano più efficaci nel corpo a corpo), i supporti invece sono solo 3, ognuno con una peculiarità diversa (Zero Cool è il classico healer a distanza, Miko è una support da mischia e Kulev invece è un buffer/debuffer utilizzabile dalla distanza). Infine i Tank, anche loro solo 3, si differenziano solo per gli attacchi usati ma principalmente hanno la stessa funzione: buttarsi nella mischia e prendere il numero più alto possibile di danni catalizzando le attenzioni su di loro e permettendo al resto del team di compiere le missioni in maniera agevole.

Armi bianche, strani eroi e un po’ di tattica

La prima differenza, che saltava all’occhio fin dalle prime alfa e beta di Bleeding Edge, rispetto ai concorrenti più blasonati del genere (Overwatch e Paladins per citarne due) è che nel titolo di Ninja Theory la maggioranza degli 11 eroi disponibili al lancio sono equipaggiati di armi bianche o comunque combattono corpo a corpo, più che dalla distanza.
Il titolo è in terza persona ed è strutturato in battaglie 4 vs. 4 che durano circa 15 minuti l’una, con una chiara predisposizione al gioco in team, perché la comunicazione e il gioco di squadra sono fondamentali per ottenere la vittoria.

I personaggi, dotati di una caratterizzazione davvero ottima e artisticamente molto ispirati, si dividono in tre tipologie: Assalto, Supporto e Tank. Ogni combattente ha a disposizione quattro abilità uniche (tre di base più la Ultimate con la classica percentuale di caricamento, a scelta tra le due a disposizione di ogni PG)più una schivata che funziona anche come parata mentre si è fermi e un hoverboard, una tavola da surf fluttuante che permette di spostarsi più rapidamente all’interno delle arene di gioco, oltre che ovviamente di un salto che permette di sfruttare anche verticalmente le mappe.

I personaggi sono personalizzabili non solo a livello estetico, ovviamente presente sia a livello di skin per l’eroe, emote e nuovi hoverboard, il tutto acquistabile con la valuta ottenuta giocando semplicemente le partite, ma anche con delle Mod. Ogni eroe infatti ci darà l’occasione di equipaggiare tre mod differenti che ci permettono di scegliere quali abilità migliorare o se aumentare la difesa e i punti ferita oppure gli attacchi. Al momento sono disponibili 20 mod per ogni combattente e anch’esse sono sbloccabili giocando (ottenendole come ricompensa a fine partita) oppure con una seconda valuta di gioco. Il fattore Mod è ottimo per creare un personaggio ad hoc per le esigenze del giocatore ma sfavorisce, secondo me, il bilanciamento, perché ci sono eroi notevolmente più avvantaggiati di altri, ma nulla che patch future non possano sistemare e comunque non influiscono sulla bontà del gameplay di Bleeding Edge.

Ogni personaggio ha a disposizione, oltre l’attacco base, 3 attacchi speciali ed una mossa finale, tutti con un tempo di cooling down e quindi andranno calmierati   durante ogni combattimento. Il gioco suggerisce a seconda del livello giocatore quale personaggio prendere per ognuna delle tre categorie. Alcuni personaggi in effetti risultano più difficili da utilizzare se si è alle prime armi e quindi vengono sconsigliati inizialmente per evitare di rovinare l’esperienza di gioco ai novizi.

Un’altra grande componente tattica di Bleeding Edge è composta dalla combinazione di due fattori importanti: il livello del giocatore ed il livello del personaggio che utilizza. In questo titolo giocare molto equivale ad avere più chance di vincere e di creare il personaggio perfetto per le proprie esigenze e per il proprio stile di gioco. Quando parliamo di “creare il personaggio perfetto” non intendiamo un vero e proprio editor di character ma la possibilità di personalizzarne le abilità attraverso le Mod. Ogni personaggio ha infatti 3 abilità passive che possono essere sbloccate o aumentando il vostro livello generale — ad ogni level up viene regalata una Mod in maniera casuale — oppure accumulando crediti di gioco e di conseguenza acquistando la Mod più congeniale. Aumentando il livello del personaggio si sbloccheranno determinate Mod o semplicemente la possibilità di acquistarle con i crediti di gioco.

Le arene disponibili al lancio sono solamente quattro, tutte ben studiate e realizzate e che permettono di sfruttare a pieno abilità e ultimate dei personaggi; le modalità invece al momento sono solamente due: Conquista di Obiettivi, un dominio con obiettivi che si attivano a tempo e in alcune mappe mobili con lo scopo di arrivare per primi a 600 punti, e Celle Energetiche, in cui bisogna raccogliere nella prima fase le celle disseminate in diversi punti dell’arena e consegnarli in una seconda fase nei punti di raccolta che si attivano e così via fino a che una delle due squadre non ne consegna 50. Questa seconda modalità si rivela la più azzeccata e divertente e chiaramente anche quella più tattica, perché bisogna stare molto attenti a non farsi uccidere quando si è in possesso di Celle Energetiche perché alla morte il nostro PG lascerà cadere rovinosamente le stesse per terra e saranno facile preda del nostro uccisore.

 

Artisticamente eccelso ma ancora un po’ acerbo

Dal punto di vista artistico Bleeding Edge è davvero realizzato in maniera perfetta, gli eroi sono tutti molto ispirati e l’utilizzo del cell-shading è magistrale, le abilità e le ultimate sono funzionali e anche (alcune) piuttosto originali ed il level design delle mappe così come la modellazione di tutte le componenti di gioco sono di ottima fattura. La colonna sonora elettronica è adatta alla tipologia di gioco con temi più che apprezzabili e il doppiaggio in inglese (il gioco è comunque completamente localizzato in italiano ovviamente) è ben realizzato. Dal punto di vista tecnico abbiamo riscontrato qualche problema nei primi giorni dopo il lancio, soprattutto nel matchmaking in squadra, ma questa problematica è già stata parzialmente corretta con una patch e qualche piccolo problema di latenza all’interno delle partite (sempre nei primi giorni dal dayone), ma il gioco ha un framerate stabile e non abbiamo riscontrato problemi tali da influire sulla giocabilità.

Conclusioni

Bleeding Edge è il classico titolo con un quantitativo smisurato di potenziale ma rilasciato con diverse limitazioni e numerosi problemi che potrebbero far storcere il naso a molti. Il gameplay, pur non essendo innovativo, diverte, il team work lo rende un gioco ideale per competere con un team di amici, lo stile colorato e futuristico è molto interessante ed il sistema delle Mod lo rende più tattico e profondo di altri titoli simili. Purtroppo i problemi di natura tecnica divisi tra l’ottimizzazione su console ed i clamorosi buchi del netcode lo rendono un gioco che di poco supera la sufficienza. Sperando che nell’immediato futuro Ninja Theory possa rimediare a tutti gli sbagli soddisfando la community e rendere il gioco fruibile al suo meglio.

Voto

Fr3nkMara
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