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Necromunda: Hired Gun, lo sparatutto action – Recensione

Scritto da in data 8 Giugno 2021 0 523 Views

Versione provata: PC, con controller Xbox Series X

Lo scorso marzo Focus Home Interactive ha annunciato Necromunda: Hired Gun, uno sparatutto ambientato nell’universo di Warhammer 40.000, sviluppato da Streum On Studio. Inutile dire che le aspettative dei giocatori erano alle stelle, vuoi per l’incredibile fascino della famosa serie ideata da Games Workshop, vuoi perché il titolo in questione urlava Doom ad ogni fotogramma. E spesso basta vedere una grafica in 3D e qualche trailer ben confezionato per mettere sullo stesso piano prodotti con valori produttivi estremamente differenti, perdendo così ogni contatto con la realtà. È un FPS disperatamente spaventato dalla sua identità, disinibito con le sue credenziali alla fine degli anni ’90.

Chi è Streum On Studio? è solo un piccolo team che non dispone di ingenti risorse.  Ciò che non manca a questi ragazzi è tuttavia la passione per quello che fanno, e lo abbiamo percepito nel corso delle tante ore spese sul gioco. Infatti suddivideremo ogni missioni completate, con dei gamplay che posteremo periodicamente sul nostro canale YouTube, quindi se sei interessato come va a finire il capitolo o semplicemente vuoi vederci sforacchiare qualche nemico, seguici nella nostra video rubrica completa di Necromunda: Hired Gun. Il video qui in basso è la prima missione.

Fatte queste considerazioni, Hired Gun, dobbiamo dirlo, è un progetto con tanti pregi quanti difetti, alcuni dei quali da non sottovalutare.

Una trama sconnessa ma..

La trama di Hired Gun è sconnessa e spoglia, serve principalmente come scusa per mettere insieme 13 missioni vagamente collegate che ti portano in un tour nel mondo di Necromunda. Queste missioni (e i luoghi che si esplorano) sono di gran lunga la parte migliore di Hired Gun. Necromunda è come un milione di Mos Eisley (porto spaziale del pianeta Tatooine, nell’universo di Guerre stellari) stipati insieme e lasciati sotto una lampada, un inferno industriale rumoroso, sporco e incredibilmente vasto. È contemporaneamente anche un campo di battaglia.

Hired Gun cattura perfettamente l’essenza fetida di Necromunda. Si apre con te e altri due cacciatori di taglie su un ascensore, viaggiando attraverso gli strati antropogenici della “città alveare”. È uno dei tanti pianeti formicaio dell’Imperium dell’Umanità, luoghi adibiti alla fabbricazione di munizioni, armamenti, o al reclutamento di cadetti da parte degli Space Marines. In questi mondi sovrappopolati sono presenti città particolarmente dense e stratificate che si espandono in larghezza e si ergono fino al cielo. Ogni missione è incentrata su una posizione specifica all’interno dell’alveare, la seconda missione, ad esempio, ti vede saltare a bordo del Koloss-44, un treno merci delle dimensioni di una città arredato con teschi di metallo e un cacciatore mostruoso.

Necromunda, il pianeta gigantesco con sparatorie old-school

Il punto forte della produzione è chiaramente il gameplay, che risulta veloce, frenetico e offre diverse abilità legate al movimento. Grazie agli impianti di cui sopra, è possibile eseguire doppi salti e correre sui muri. A questi si aggiunge il rampino, che consente di aggrapparsi a nemici e sporgenze per spostarsi velocemente da una zona all’altra.

Salterai tra grattacieli cyberpunk e combatterai in una discarica per penetrare le vaste pareti d’acciaio di un Imperial Generatorum. C’è una missione, che è la mia preferita, intitolata semplicemente “Cold Black”, prevede la discesa in una delle parti più antiche della città formicaio, per un incontro con uno dei nemici più famosi di 40k.

È uno spazio virtuale che vale davvero la pena vedere, il che è altrettanto positivo, poiché tutto il resto su Necromunda è problematico o addirittura incompiuto. Il problema centrale è che il combattimento di base non è molto buono, ma ci sono un sacco di ragioni per dire questo.

Cominciamo dalle armi. Di per sé, ci siamo. Possiamo portare con noi cinque armi, tra pistole, armi pesanti, armi speciali o shotgun per citarne alcune. I classici requiem 40K e requiem pesanti si affiancano a fucili d’assalto e fucili a pompa in stile più reale possibile, oltre a un paio di armi più eclettiche tra cui un fucile al plasma e una pistola che spara un vortice gravitazionale esplosivo. Sarebbe un arsenale rispettabile da accumulare nel corso del gioco, soprattutto se utilizzate per ogni situazioni avverse che il percorso del gioco offre, anche perché ogni arma è importante a se per il corso dei livelli.

Ma Hired Gun utilizza un sistema di bottino in stile Destiny, questo significa che raccoglierai dozzine di queste armi con statistiche leggermente migliorate, ma non c’è abbastanza varietà nel suo roster di armi per far funzionare un sistema di bottino. Serve solo a l’ottica del momento avendo l’occasione di prendere in mano una nuova arma, così come le differenti funzionalità tra le armi stesse. Non ha senso avere tre tipi di mitragliatrice se fanno effettivamente la stessa cosa.

Le armi almeno hanno un ottimo suono e portata. Una combinazione di fisica e un sistema di grip davvero eccellente, significa che la maggior parte dei nemici cadrà a pezzi anche solo starnutendogli vicino.

Ebbene si, le instant-kill sono un pezzo da 90 nel suo gameplay, caratterizzando la metà delle dinamiche visive e non solo. Qualsiasi nemico può essere ucciso istantaneamente avvicinandosi a lui e premendo E, attivando così un’animazione di uccisione elaborata ma anche estremamente brutale. Peccato però che, durante questi momenti le animazioni sono risultate legnose e rallentavano vertiginosamente il ritmo di gioco. Più volte abbiamo assistito ad effetti stuttering che ci hanno disorientato non poco, con nemici che si avvicinavano salvo poi bloccarsi fino al termine dell’animazione. In questo modo ci siamo trovati ripetutamente alla mercé dei nostri nemici, i quali non perdevano l’occasione per colpirci una volta conclusa l’esecuzione. Questo aspetto è senza dubbio l’elemento più critico del titolo e meriterebbe di essere rivisto.

Stiamo parlando di Doom?

Il paragone con Doom forse potrebbe sembrarvi quasi scontato, ma le dinamiche degli scontri sono sensibilmente diverse. Anche in Necromunda: Hired Gun la chiave per restare in vita sta nel movimento, ma i combattimenti spesso si svolgono in arene differenti rispetto alla serie di id Software. Capita spesso di trovarsi in luoghi sconnessi, strutturati su più livelli o piattaforme, perciò diventa essenziale imparare a sfruttare muri e appigli di ogni genere per avere la meglio sui nemici.

E se in Doom abbiamo sempre una visuale definita di ciò che accade a schermo, in Hired Gun le cose sono differenti. Ciò è dovuto sia alla natura articolata delle mappe – che non sempre ci danno un’immagine chiara di cosa succede – ma soprattutto ad una certa sporcizia visiva. Il titolo offre sì un buon colpo d’occhio (in merito agli scenari) ma non aspettatevi un comparto tecnico di prim’ordine. Necromunda di per sé è un luogo sporco e complici le tonalità scure di molte texture, distinguere i nemici potrebbe rivelarsi ostico. Il gioco ci offre la possibilità di attivare un contorno bianco per rilevare i nostri avversari, sfortunatamente tale aiuto si è rivelato piuttosto limitato.

Dinamiche di gioco

Poiché per impostazione predefinita guarisci anche quando uccidi un nemico, puoi praticamente cancellare interi campi di nemici semplicemente allontanandoti per recuperare energie. Ti ritroverai nemici più grandi, ma ti basterà schivare i loro colpi energetici con dei semplici tocchi di mouse, non è poi così difficile farli fuori, basta avere un pò di dimestichezza, magari 5000 ore di Fortnite possono bastare.

Se Streum On risolvesse semplicemente tutto questo, e non facesse assolutamente nient’altro, sarebbe uno sparatutto perfettamente decente. In ogni modo, il potenziamento delle abilità avviene comunque in modo lineare e schematico, quindi basta continuare a giocare per potenziare completamente ogni attributo. Questo discorso si estende al Mastino, di cui non abbiamo ancora parlato ma che vi introduciamo adesso. Possiamo infatti richiamare in azione il nostro fidato amico, e per di più in un modo divertente, con un giocattolo cigolante. Questo attaccherà i nemici che punteremo e, più in generale, i nostri bersagli verranno evidenziati da un contorno rosso. Così otterremo una maggiore consapevolezza di chi ci sta intorno e potremo muoverci con più efficacia. Per incrementare la sua efficienza potremo potenziarlo, e il gioco ci offre tre macro-categorie differenti che influiscono su vari attributi. Salute, tempi di cooldown, danni ai nemici, sono tutti elementi che possono essere migliorati se decideremo di trasformare il nostro cane in un Cyber-Mastino.

Altre caratteristiche sono il wall-running, un intero sottomenu di poteri speciali che includono sensi aumentati e mira perfetta, potenziamento forza, medikit e altro.. Per quanto riguarda le missioni secondarie invece, sono fondamentalmente blocchi recintati di livelli di campagna che principalmente servono per guadagnare crediti extra per acquistare nuove armi e abilità. L’unico gadget che ho usato molto è stato il rampino. Aggiunge una fantastica manovrabilità a Hired Gun.

Comparto artistico

Dal punto di vista estetico e stilistico Necromunda: Hired Gun è davvero bello. Che siate amanti dell’universo di Warhammer o meno, è indubbio che il setting preso in oggetto sia estremamente valido e riuscito. 

Conclusioni

È abbastanza ovvio che Hired Gun è stato rilasciato troppo presto, anche perché il numero di versione nella schermata del menu attualmente recita “Ver 0.58333”. Il bilanciamento generale del gioco sembra da rivedere. È un vero peccato, ma nonostante tutto, la premessa principale è molto attraente. L’arte e il design dei livelli sono fantastici, le armi sono promettenti se abbinate a nemici interessanti e il movimento del rampino potrebbe essere incredibile con del maggiore tempo dedicato ad esso.

Necromunda: Hired Gun è uno di quei giochi sviluppati con le migliori intenzioni possibili e che purtroppo cade vittima dei suoi limiti tecnici. Gli sviluppatori di Streum On Studio hanno imbastito un gameplay divertente che tuttavia non è valorizzato dalla sua infrastruttura. Una volta terminata l’avventura, gli stimoli per tornare a giocare sono davvero pochi, complici la poca varietà degli incarichi secondari e i numerosi aspetti tecnici da risolvere. Per di più, il titolo è molto avaro nel fornire indicazioni al giocatore. L’intera esperienza avrebbe necessitato di tutorial più rifiniti e meglio gestiti, magari raccolti in un apposito menu, poiché molti elementi vengono appena accennati. Anche l’inserimento di un compendio avrebbe dato più valore all’opera, così da fare appassionare all’affascinante Necromunda anche i giocatori meno avvezzi. In definitiva, si tratta di un gioco che può far felici gli appassionati di Warhammer o chi cerca uno sparatutto frenetico, a patto che si chiuda un occhio sui molteplici problemi che lo affliggono.

Speriamo che Streum On Studio ora abbia il tempo per rifinire e perfezionare questo promettente titolo. Oggi è “sottovalutato”, magari in futuro non lo sarà più.

6/10

Voto

Fr3nkMara
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